Piano Casa 2026: cosa prevede tra novità, risorse e obiettivi

Cos'è il Piano Casa 2026 e perché è atteso

Il Piano Casa 2026 è lo strumento di programmazione delle politiche abitative del governo. Si tratta di un provvedimento estremamente atteso dal momento che rappresenta il mezzo attraverso il quale il governo intende affrontare l’annoso problema legato all’emergenza abitativa e mettere in atto politiche che guardino alla sostenibilità, alla valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente, alla rigenerazione urbana, alla coesione sociale e al contenimento del consumo di suolo. L’obiettivo dell’intervento è rendere disponibili, complessivamente, circa centomila alloggi in dieci anni. È previsto anche il dimezzamento di tutti gli oneri dei notai, ossia il dimezzamento del costo dell'atto di compravendita, dell'allocazione.

Il pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa che definiscono il nuovo Piano Casa è contenuto in un decreto-legge che poggia su tre pilastri: 

  1. edilizia residenziale pubblica;
  2. housing sociale;
  3. investimenti privati.

Nel dettaglio:

  1. un programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata.
  2. la concentrazione, in un apposito strumento finanziario gestito da Invimit Sgr, delle risorse di derivazione europea e nazionale che sono oggi destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa nei vari livelli di governo.
  3. l'attivazione degli investimenti privati nell’attuazione del Piano Casa, con l’obiettivo prioritario di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati.
  • Per quanto riguarda il programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata, l’obiettivo è recuperare e rendere disponibili circa 60mila alloggi popolari. Per l’attuazione di tali interventi si prevede un pacchetto di semplificazioni e la nomina di un Commissario straordinario che dovrà attuare il piano di recupero e manutenzione, dopo aver definito gli interventi insieme agli Enti che gestiscono gli alloggi popolari. Verrà inoltre realizzato un programma di riscatto di immobili da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari, senza consumo di suolo, per la locazione a lunga durata con la facoltà di riscatto predefinita. 
  • Per quanto riguarda la concentrazione delle risorse di derivazione europea e nazionale che sono oggi destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa nei vari livelli di governo, nell’ambito del Fondo di investimento verranno creati comparti specifici dedicati a ciascuna Regione o Provincia autonoma, in modo da garantire che le risorse vengano utilizzate per le esigenze specifiche del territorio di riferimento. Complessivamente, le risorse pubbliche messe a disposizione dell’intervento sono pari a oltre dieci miliardi di euro.
  • Sul fronte dell'attivazione degli investimenti privati nell’attuazione del Piano Casa, l’obiettivo prioritario è quello di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati. A tal fine, il provvedimento introduce semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori. Si prevede anche, per gli investimenti superiori al miliardo di euro, la nomina di un Commissario straordinario che dovrà rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione. A fronte di tali semplificazioni, in cambio il privato dovrà garantire, su 100 alloggi realizzati, almeno 70 alloggi in edilizia convenzionata, da vendere o affittare a un prezzo scontato di almeno il 33% rispetto a quello di mercato. Le procedure semplificate e accelerate saranno applicate esclusivamente alla quota di alloggi di edilizia integrata, mentre sulla restante quota si continuerà ad applicare la disciplina ordinaria.

Le novità sugli sfratti del Piano Casa 2026

C'è poi il tema degli sfratti veloci. In questo caso è stato approvato un disegno di legge con dichiarazione d’urgenza volto a introdurre disposizioni in materia di rilascio degli immobili.

Il provvedimento introduce misure per rendere più efficace e più rapida la liberazione degli immobili occupati abusivamente, compresi i casi di scadenza del contratto di affitto o di morosità dell’affittuario. 

Si interviene sulle procedure di notifica e di esecuzione dello sfratto, con una riduzione dei tempi per le esecuzioni e con l’introduzione di una procedura d’urgenza che prevede l’emissione di un decreto di rilascio dell’immobile entro 15 giorni dal ricorso. È prevista anche una penale per il ritardo pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di occupazione oltre il termine fissato dal giudice.

Piano casa e agevolazioni sui mutui

Il Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa è stato riportato alla sua funzione originaria riservandolo esclusivamente alle categorie per cui era stato pensato e cioè giovani fino a 36 anni, giovani e coppie con almeno un coniuge under 35, nuclei familiari con un unico genitore, con figli minori. E’ stato previsto che la garanzia statale arrivi al 90% nel caso delle famiglie numerose, quindi rendendo bancabili persone che altrimenti probabilmente non lo sarebbero e rifinanziando su base pluriennale, per la prima volta su base pluriennale, 670 milioni di euro fino al 2027, dando continuità e stabilità. 

Piano Casa 2026 e oneri dei notai

Il Piano Casa prevede inoltre il dimezzamento di tutti gli oneri dei notai, il che si traduce nel dimezzare il costo dell’atto di compravendita del mutuo e della locazione. Nello specifico, il Notariato si è reso disponibile a ridurre gli onorari, attesa la grande rilevanza sociale del Piano Casa, in merito all’intervento dei privati nell’attuazione del cosiddetto terzo pilastro inerente l’ingresso dei privati nell’edilizia convenzionata “ove si prevedano prezzi di acquisto o canoni di locazione calmierati, per far fronte alle esigenze abitative dei cittadini”.

A chi è destinato il Piano Casa

Con il Piano Casa 2026 si vogliono dare risposte all’emergenza abitativa sia dei più fragili che di quei cittadini che non possono accedere alle graduatorie per gli alloggi popolari, ma che non riescono neppure a far fronte alle richieste del mercato.

Il collegamento con il piano europeo sulla crisi abitativa

Mentre si attendeva l'approvazione del Piano Casa, martedì 10 marzo, il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza il primo piano europeo per affrontare la crisi abitativa; il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza il primo piano europeo per affrontare la crisi abitativa e il tema degli affitti turistici brevi. È un passo storico: per la prima volta l'Unione europea riconosce che la casa è una questione sociale centrale e che servono politiche comuni per garantire alloggi accessibili, soprattutto per i giovani; un passo importante, rimettere l'edilizia al centro delle politiche industriali del paese.

Consap ha ribadito il suo totale supporto al governo nel rendere il Piano Casa una realtà concreta per le famiglie italiane, agendo come braccio operativo delle politiche sociali dell'Esecutivo. 

Il Fondo Casa è diventato un pilastro del mercato: oggi un mutuo su cinque in Italia è garantito da Consap. Questa misura, è lo strumento fondamentale per permettere a giovani e famiglie numerose di acquistare concretamente casa a prezzi contenuti. La casa deve tornare a essere un diritto accessibile. L'impatto sociale è nei numeri: con un totale storico di 544.000 finanziamenti per 65 miliardi di euro, Consap trasforma le priorità dell'Esecutivo in una 'committenza sociale' che mette al centro il futuro delle nuove generazioni.

 

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